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Sarkozy rinuncia alla carbon tax, ma il più deluso è Rocard
Pubblicato il 24 marzo 2010, in Diario

Era la misura faro della rupture, ma socialisti e verdi l'hanno impugnata, e il Consiglio costituzionale l'ha bocciata, perché in contrasto con l'eguaglianza dei citadini davanti al fisco. Sarkozy era deciso a ripresentare entro il primo luglio un progetto di legge emendato. Ma adesso rinuncia sine die, per contentare le piccole e medie imprese, e soprattutto per placare la contestazione in seno alla sua stessa maggioranza. (Domani sul Foglio, delusioni e retroscena)

Bologna, mercoledì 15 ottobre 2008, ore 1730
Pubblicato il 7 ottobre 2008, in Appuntamenti

Facoltà di Scienze Politiche. Seminario sulla Quinta repubblica francese, con Paolo Pombeni e Angelo Panebianco.

Gira la ruota per Sarkozy, e non solo grazie a Carla
Pubblicato il 11 giugno 2008, in Diario

Gira la ruota per Nicolas Sarkozy.  L’ultimo sondaggio Ifop, pubblicato da Paris Match, dà infatti il presidente  francese al 42 per cento nel favore dei suoi connazionali. Un balzo di quasi il 5 per cento negli ultimi giorni. L’inversione di tendenza, che gli osservatori più avvertiti come i  centristi di Commentaire, la rivista di Raymond Aron, segnalavano già il mese scoso, ha ragioni non solo mediatiche. E’ vero che Sarkozy ha ripreso terreno scendendo di nuovo in campo, come se fosse in campagna elettorale permanente, con visite all’alba ai mercati generali, in compagnia della moglie italiana, per rassicurare “la Francia che si alza presto”. Ma la rimonta di Sarkozy è soprattutto effetto della sua politica. “Riforme tutte e subito”, aveva detto appena eletto. Molti pensavano a un effetto annuncio, ma hanno dovuto ricredersi. Sarkozy aveva promesso di liberare il lavoro per aumentare la ricchezza nazionale? Si è posto come obiettivo il pieno impiego e la crescita del pil? Nonostante la congiuntura avversa, il raddoppio del prezzo del greggio, la crisi dei subprime e le turbolenze delle globalizzazione, i dati iniziano a dargli ragione.
La defiscalizzazione degli straordinari, sui cui ormai i lavoratori non pagano più tasse e gli imprenditori non versano più contributi, è stata adottata dal 59 per cento delle imprese. Misura chiave per aggirare l’obbligo socialista delle 35 ore settimanali, ha fruttato 5 miliardi e mezzo di potere d’acquisto in più a 5 milioni di lavoratori. Conseguenza, il pil del 2007 è cresciuto del 2,2, quando la previsione  era solo dell’1,8. Le imprese hanno aumentato gli investimenti del 7,5 per cento, e la disoccupazione è scesa al 7,2 per cento,  il tetto più degli ultimi 25 anni. Molto resta  da fare, ma la rotta è chiara. Niente politiche rigore, ma tagli alla spesa per aumentare la entrate, con 332 misure per riformare il bilancio dello Stato, risparmiando 7,7 miliardi entro il 2012.  Oltre questo, Sarkozy vuole liberare le tariffe, aumentare la concorrenza, favorire la compartecipazione agli utili di impresa. Promette una risposta strutturale all’aumento del greggio e delle materie prime - nucleare di terza generazione, incentivi fiscali sulle energie pulite - senza trascurare il trattamento sociale del carovita,. Vuole tariffe sovvenzionate con l’aumento dell’iva, e propone di sospendere l’imposta  sui prodotti petroliferi. in questo caso, però, la decisione  spetta all’Europa e va presa all’unanimità.

Marina Valensise
© Il Foglio,  12 luglio 2008


 

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